È questo il titolo di un articolo di Luciano Giustini che riporta quanto segue:
“Che cosa avviene quando si rimane incinte? [...] arriviamo subito all’impianto nell’utero [...] In quel momento inizia la produzione di un ormone (la gonadotropina corionica) che è presente nell’organismo solo in questa occasione. Nell’utero l’ovulo è circondato da una sacca piena d’acqua, completamente chiusa. E’ collegato per mezzo di un cordone, il cordone ombelicale, alla placenta, a sua volta collegata alla madre. La placenta serve per nutrire il feto.
Apparentemente sembra tutta una cosa che fa la madre: crea le condizioni perché si sviluppi l’embrione, produce nutrienti, ecc. Quindi in buona sostanza, potrebbe essere ragionevole ritenere che qualora la madre decida di non voler sostenere una gravidanza, ne abbia piena facoltà.
Ora, osserviamo invece l’evento da un’altra angolazione: se noi togliamo il nutriente ad un embrione, cosa succede? Muore. Se noi continuiamo a dare nutrimento all’embrione cosa succede? Cresce. Autonomamente. [...] a lui serve soltanto avere da mangiare, perché lui, di fatto, ha già tutto il patrimonio genetico. Immaginate che per assurdo noi prendessimo un embrione e lo togliessimo da lì, nutrendolo: beh quello crescerebbe esattamente come prima. Cioè non è la madre che lo fa crescere bello e bravo, bensì il nutrimento.
Ora, cos’è quella cosa che se gli togli nutrimento muore e se gli dai nutrimento vive, indipendentemente da tutto il resto? Una vita completa, e completamente determinata.
[...] è questa forma di vita completa, che ha bisogno di cibo e di un ambiente confortevole per crescere, paragonabile ad una forma di vita sviluppata e visibile anche senza bisogno di un microscopio?” [Luciano Giustini, www.lucianogiustini.org/blog]
Mi ha fatto riflettere. Ho sempre pensato che l’aborto fosse una forma di omicidio (a qualsiasi settimana di gravidanza esso venga praticato) ma non mi sono mai sentita di denigrare chi lo sceglieva.
Quando ho scoperto di avere una vita in grembo ero già abbastanza avanti come periodo gestazionale. Ho sentito più volte alcune amiche e conoscenti dirmi che ‘non l’avrebbero tenuto’, data la mia giovane età. Ma nè a me nè a mio marito è mai venuto in mente di interrompere la gravidanza. Non facevo altro che rispondere che la vita è vita, che nella pancia avevo comunque una persona e che io non avevo il diritto di decidere per la vita o la morte di nessuna persona.
Giustini non è un medico, ma il suo articolo sipiga in modo abbastanza chiaro perchè la vita è vita fin dalla fecondazione. Consiglio di andare sul suo blog e leggere per intero l’articolo.
Ora la mia bimba è nata e ha quasi 18 mesi. E la mia risposta è un po’ cambiata: la vita non è semplicemente vita. La vita è un miracolo. E lo vedo tutti i giorni nei suoi occhi.
Solo un dubbio mi rimane sempre: se mi avessero detto, che per una qualche particolare patologia, se avessi portato a termine la gravidanza non sarei sopravissuta, cosa avrei fatto?
e.c.