E’ passato un po’ di tempo dagli ultimi giochi olimpici, ma vorrei comunque fare una riflessione.
Le Olimpiadi hanno aperto al mondo gli occhi sulla Cina. Ed è, probabilmente, perchè si sono comprese le sue infinite risorse e il suo potere che si è pensato di darle il benvenuto.
La serata inaugurale dei Giochi, con la bellezza dei suoi colori e il fascino emanato dal ricordo di un passato importante, ha fatto per un attimo dimenticare i problemi di quella “società armoniosa”. Bisogna infatti ricordare che solo per la costruzione del villaggio olimpico migliaia di persone hanno visto la loro casa rasa al suolo o che chi divulgava informazioni su ciò che accadeva all’interno degli stadi rischiava fino a sette anni di carcere.
Alcuni sostengono che le Olimpiadi siano state un passo prematuro per uno stato a regime dittatoriale. Infatti, com’è possibile portare lo sport e i Giochi, simbolo di fratellanza e rispetto reciproco, in un paese in cui non solo non è garantita la libertà di parola e in cui tuttora si verificano repressioni violente?
Mi sembra che la Cina sia ancora un paese ricco di contraddizioni: da un lato tende a ripiegarsi su se stesso e dall’altro rincorre il mito occidentale (si pensi ad esempio che il 2007 ha visto la Cina membro permanente dell’Onu; o che Australia e Giappone hanno sempre manifestato l’esigenza di intrattenere rapporti con Pechino).
Credo che la Cina sia diventata una grossa potenza a livello mondiale: ma a quale prezzo?
La Cina sarà anche riuscita a realizzare tra le Olimpiadi più belle e spettacolari della storia, ma penso che sulla strada del rispetto umano debba ancora compiere molti passi.
Alice